Il lifting del viso, o ritidectomia, è un intervento chirurgico che mira a riposizionare i tessuti del viso e del collo per ripristinare contorni più definiti e armoniosi. La pelle in eccesso viene rimossa, il tessuto sottostante viene sistemato e l’aspetto complessivo appare più disteso e giovane. Non ferma l’invecchiamento, ma può far sembrare il volto più fresco e riposato, come se avesse riavvolto l’orologio di qualche anno.
La durata dei risultati varia a seconda di genetica e stile di vita, ma in molti casi è apprezzabile per lungo tempo. È però essenziale ribadire che il lifting non è adatto a chiunque: l’idoneità dipende da fattori clinici, estetici e psicologici valutati da un chirurgo qualificato.
Perché alcune persone scelgono il lifting
Chi valuta un lifting, ci spiega il Prof. Raffaele Rauso, chirurgo specializzato nell’intervento di lifting al viso a Roma, spesso descrive una discrepanza tra come si sente e ciò che vede allo specchio. Le guance cadono, la mandibola perde definizione, il collo appare rilassato e il viso sembra costantemente stanco, anche quando ci si sente energici.
In alcuni contesti professionali o sociali, questa differenza può influire sulla fiducia in se stessi, mentre per altri è semplicemente una questione di armonia personale. Tuttavia, la motivazione deve restare interna e stabile: non è un intervento da prendere alla leggera o da fare per compiacere gli altri. La differenza tra aspettative realistiche e irrealistiche è spesso ciò che distingue una scelta serena da una delusione.
Chi in genere può davvero essere un buon candidato
Un buon candidato al lifting è una persona in buona salute generale, con condizioni mediche ben controllate e una capacità di guarigione adeguata. Non fumare, o sospendere il fumo nel periodo pre e post operatorio, è importante perché il tabacco aumenta i rischi di complicanze e cicatrizzazione problematica.
Dal punto di vista estetico, chi presenta lassità cutanea marcata, guance cadenti o contorni mandibolari poco definiti può ottenere miglioramenti rilevanti. La struttura ossea conta: zigomi e mandibola ben definiti forniscono una “base” che rende il risultato più armonioso. L’età media dei pazienti si colloca tra i 40 e i 60 anni, ma non esiste un numero magico: è la qualità dei tessuti e lo stato generale del viso a guidare la decisione.
Fondamentale è la maturità delle aspettative: chi desidera un volto più fresco e coerente con se stesso ha molte più probabilità di essere soddisfatto.
Quando un lifting potrebbe non essere indicato
Ci sono situazioni in cui è preferibile dire “non adesso” o “non è la soluzione migliore”. Malattie non controllate, disturbi della coagulazione o una guarigione rallentata sono tra i fattori clinici che possono sconsigliare l’intervento.
Il fumo attivo è un’altra controindicazione significativa se non si è disposti a sospenderlo. Esistono anche motivazioni psicologiche e personali che rendono l’intervento poco opportuno: aspettarsi una trasformazione radicale della propria identità, cercare di risolvere problemi emotivi profondi o lasciarsi guidare da pressioni esterne raramente porta a soddisfazione. Anche ignorare o minimizzare rischi, cicatrici e tempi di recupero indica che forse non è il momento giusto.
Cosa il lifting corregge davvero — e cosa no
L’intervento è particolarmente efficace nei casi in cui il problema principale è la lassità dei tessuti: pelle che cade, guance svuotate verso il basso, mandibola poco definita, pieghe profonde ai lati della bocca e collo rilassato.
Quando però il problema centrale è la perdita di volume, il lifting non sempre è la soluzione migliore. In quei casi altre procedure come filler o lipofilling possono offrire risultati più naturali. È importante chiarire che il lifting non migliora texture, macchie cutanee, pori dilatati o effetti del sole: quelle problematiche richiedono trattamenti dermatologici specifici come laser o peeling. Comprendere questa distinzione evita malintesi e favorisce un percorso decisionale più consapevole.
Alternative meno invasive da considerare
Esistono situazioni in cui non è necessario, o non è desiderabile, ricorrere chirurgicamente al lifting. Trattamenti come filler, tossina botulinica, microneedling, radiofrequenza o ultrasuoni possono migliorare l’aspetto della pelle e conferire un leggero effetto di tensione. Non modificano i tessuti profondamente come un lifting e i risultati sono temporanei, ma permettono di rimandare o evitare l’intervento.
Queste opzioni hanno tempi di recupero ridotti e possono essere particolarmente adatte a chi ha segni iniziali di rilassamento o preferisce un approccio gradualista. Tuttavia, non bisogna illudersi: le alternative non chirurgiche non offrono gli stessi risultati di un lifting vero e proprio.
Cosa aspettarti se scegli di fare una visita specialistica
La consultazione con un chirurgo qualificato è un momento fondamentale. Il professionista raccoglierà la storia clinica, valuterà eventuali farmaci, allergie e condizioni generali. Osserverà attentamente viso e collo, analizzando pelle, muscolatura, distribuzione del grasso e struttura ossea.
Spesso verranno scattate fotografie e potrà essere mostrato cosa realisticamente ci si può aspettare. Nessun chirurgo serio prometterà risultati miracolosi: discuterà dei limiti, dei rischi, del recupero e della possibile necessità di ritocchi. In alcuni casi, potrà consigliare un trattamento alternativo o suggerire di rimandare l’intervento.
Capire se è il momento giusto per te
Stabilire il momento adatto è una riflessione personale e non si basa solo sull’età. Se il desiderio è presente da tempo, se osservi segni che non migliorano con trattamenti non chirurgici e se sei disposto a gestire cicatrici e recupero con pazienza, potresti essere pronto a considerare l’intervento.
Se invece la motivazione nasce dopo un evento emotivo, da pressioni esterne o dal bisogno di cambiare radicalmente la propria immagine, conviene aspettare e valutare con maggiore calma. L’obiettivo non è la perfezione, ma un miglioramento coerente con la propria identità e con ciò che si desidera essere.
Conclusione
Essere un buon candidato al lifting significa avere una combinazione equilibrata di salute, caratteristiche anatomiche favorevoli, aspettative realistiche e momenti di vita adatti. Nessun articolo può sostituire una consultazione specialistica, ma arrivare informati rende il dialogo con il chirurgo più chiaro e produttivo. La decisione deve nascere da consapevolezza e serenità, non da fretta o pressioni. Quando l’equilibrio tra benefici e limiti è compreso e accettato, il lifting può offrire un miglioramento tangibile e duraturo, mantenendo intatta la tua identità.
